Una frase apparsa sul profilo di facebook è costata il posto di assessore a Miria Ronchetti, di Carpi, nel modenese. Aveva scritto “Mi viene un pensiero molto cattivo. Non è che i preti non vogliono l’aborto perché vogliono a loro disposizione tanti bambini?”. Una battuta semplice, che molti probabilmente hanno pensato vedendo tutti gli scandali di pedofilia che stanno uscendo a carico di Santa Romana Chiesa. Non ultimo il servizio che ieri sera è stato trasmesso dalle Iene in cui un ragazzo veniva molestato pesantemente da un prete durante la confessione. La battuta dell’assessore non mi sembra così pazzesca. Non è particolarmente volgare ne offensiva, non mi sembra di un così osceno cattivo gusto da destare scandalo. Mi sembra molto più di cattivo gusto quanto dichiarato dalla chiesa che perdona i pedofili ma non le donne che abortiscono, trovo più scandaloso che la chiesa copra questi delitti con la scusa del segreto del confessionale.
La pena che la signora Ronchetti ha dovuto pagare per la sua battuta è eccessiva e non commisurata al gesto. In un paese normale la battuta sarebbe passata inosservata e sarebbe finita lì. Ma da noi, si sa, non avviene così. Da noi le battute non le possono fare tutti e soprattutto non su tutti. C’è chi può permettersi di dire che il presidente degli USA è bello giovane e abbronzato, che i mafiosi albanesi che portano le schiave a prostituirsi sono ben accetti perché portano belle ragazze, che non ha visto il muro che divide la Palestina perché era occupato a leggere e chi invece non può permettersi una battutina su facebook.
E così non importa quello che l’assessore ha fatto, se sia brava o meno come amministratrice. Importa che la Chiesa non si tocchi e il vescovo abbia il suo contentino. E così la si manda via.
A Miria Ronchetti va tutta la nostra solidarietà.
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