Privilegi acquisiti e prese per il culo.

Ieri ci hanno detto che i vitalizi dei parlamentari sono stati tolti. Mi sono sentito preso per il culo.

Perché? Prima di tutto perché tra i vari benefit, stipendi, pensioni ecc hanno eliminato solo qualche briciola e poi perché la cosa vale solo per i prossimi parlamentari, non per quelli attuali. Forse Monti non ha dimestichezza col tempo, ma è adesso che bisogna risparmiare, non fra chissà quanti anni! E poi se si vuole fare un gesto che abbia una parvenza di eticità, bisogna tagliare gli stipendi, eliminare i benefit e portare i guadagni di questi parassiti che abbiamo in parlamento agli standard giusti per il lavoro che fanno. E non mi pare che ciò sia accaduto.

Ma quel che mi ha fatto più arrabbiare è il discorso dei “diritti acquisiti” portato come giustificazione al fatto che i tagli si applicano solo a partire dalla prossima legislatura. Apparentemente sembra un discorso sensato e democratico: non si possono toccare diritti già acquisiti dalle persone con norme retroattive. Eppure ci sono un paio di cose che minano la tesi alla base.

La prima è che solo l’idea di definire “diritti” i privilegi di cui godono i parlamentari è una cosa disgustosa e aberrate. I benefit, lo stipendio e le pensioni esagerate ottenute con pochi mesi di lavoro (e a volte anche meno) sono RAPINE, FURTI, INGIUSTIZIE, TRUFFE e non certo diritti!

Ma anche volendo chiamarli “diritti acquisiti” bisogna chiarire come mai quelli dei parlamentari non possono essere toccati mentre quelli della gente sì. Mia madre si è vista negare i diritti acquisiti ben due volte con le varie riforme pensionistiche. Perché lei, che si è sbattuta quasi quarant’anni lavorando nella scuola, si deve veder negati i diritti mentre questi parassiti devono essere tutelati?

Ma forse il tutto si spiega vedendola da una visuale più realista. Perché Monti ha fatto questa operazione sui vitalizi? La risposta purtroppo è semplice e davanti agli occhi di tutti: per dare un contentino alla gente e deviare l’attenzione dalle fregature vere che sta progettando. Credo però che, purtroppo per il Professore, la gente ormai non caschi più in questi tranelli sciocchi. Non ci crediamo più alle vostre azioni furfantesche. Ormai governo e parlamento non rappresentano più nessuno e prima o poi la gente lo farà capir loro. Speriamo solo che lo faccia in modo pacifico.

Lettera a Mario Monti.

Termini Imerese chiude e lascia a casa più di duemila persone. Ma Marchionne non aveva promesso che se si rinunciava a certi diritti avrebbero continuato a produrre e avrebbero salvato i posti di lavoro? Evidentemente Marchionne non ha idea di cosa significhi mantenere la parola data, non ha idea di cosa significhino parole come “onore” e “lealtà”. Mi chiedo anche cosa farà e cosa stia facendo il governo in questa situazione. Se il governo avesse del buon senso e soprattutto la voglia di salvare il paese e non solo le banche, trasformerebbe questa disgrazia nell’occasione di iniziare una nuova politica economica ed energetica che porti l’Italia ad essere finalmente un paese civile e democratico. Lo farà? Nel frattempo io glielo suggerisco e invito voi tutti a fare altrettanto copiaincollando la lettera riportata qui sotto (e firmandola a proprio nome) ed inviandola all’indirizzo mail del ministero dell’economia e delle finanze, ufficio.stampa@tesoro.it, di cui Monti è ministro, perché la presidenza del consiglio non ha una mail a cui un cittadino possa scrivere. O, meglio ancora, scrivete una lettera cartacea indirizzata al seguente indirizzo:

All’attenzione del Presidente Monti,

C/O Palazzo Chigi
Piazza Colonna 370
00187 Roma – Italy

Egregio Professor Monti,

da giorni si sottolinea la differenza tra il buffonesco governo Berlusconi fatto di soubrette ed incapaci e il suo, fatto di grandi tecnici e professori. I titoli suoi e dei suoi ministri sicuramente dicono questo, ma credo sarebbe utile anche mostrare che c’è differenza nei fatti. Non mi riferisco alle notizie di cronaca rosa e giudiziaria che hanno coinvolto il precedente governo e il suo leader in particolare. Sono certo che Lei non sia uso a certe pratiche e che abbia un profilo di maggior serietà. Mi riferisco piuttosto alla linea politica che da anni impera in questo paese e non solo. Se discontinuità deve esserci, essa deve dimostrarsi sulla fine del neoliberismo che ha distrutto e sta distruggendo il paese. Gli esempi dell’Argentina, della Grecia e dell’Islanda sono indicativi. Per quasi due decenni i governi che si sono succeduti (e non solo quelli di destra) hanno servito gli interessi delle grandi aziende e delle banche e siamo oggi a misurarne i risultati: un’azienda che solo pochi mesi fa ricattava i lavoratori perché rinunciassero a dei diritti in cambio della continuazione della produzione e del mantenimento del posto di lavoro sta ora chiudendo uno dei principali stabilimenti lasciando in mezzo alla strada più di duemila persone. Mi riferisco al caso della FIAT e dello stabilimento di Termini Imerese. È a quegli operai che Lei deve dare ascolto e aiuto perché sono quegli operai a detenere la sovranità (essendo parte del popolo) dell’Italia e non le banche internazionali. È agli interessi del popolo italiano che Lei deve dare ascolto e appoggio.

Non voglio, con questa missiva, porre solo delle lamentele. Preferisco proporre delle soluzioni possibili, per quanto solo accennate, oltre che delle critiche. Lei ha il potere e le conoscenze necessarie a fare ciò che credo sia giusto: statalizzi lo stabilimento di Termini Imerese. Il governo acquisisca quello stabilimento e cominci a produrre automobili ecologiche come quelle elettriche e quelle ad aria compressa. È chiaro a tutti che esse producono meno profitto di quelle inquinanti perché consumano meno. Non possiamo pensare che le grandi aziende private facciano ricerca e producano mezzi ecologici perché è contro i loro interessi. Per questo la privatizzazione, che è nelle sue intenzioni, dei beni comuni è oggettivamente sbagliata e moralmente iniqua. Sono certo che Lei, Professore, abbia l’intelligenza per comprenderlo. Abbia anche il coraggio di cambiare davvero le cose e di rimettere certi governi stranieri e certi interessi delle lobby al loro posto! Se vuole davvero salvare questo paese deve cominciare ad agire secondo parametri differenti da quelli usati fino ad oggi e che hanno portato alla crisi e all’impoverimento della gente. Cominci una nuova politica energetica, riporti energia e acqua, beni necessari alla vita, ad essere dei commons e non dei beni economici nelle mani di pochi. Investa sulle rinnovabili, faccia in modo che ogni casa sia indipendente energeticamente, che l’Italia si liberi finalmente dalla dipendenza del petrolio. Si può fare e in poco tempo, ma ci vuole la volontà di farlo.

Professore, Lei è stato accusato da molti di essere espressione dei poteri forti e la politica che fino ad oggi ha proposto non smentisce questa voce. Chi ci guadagnerà dalle sue privatizzazioni e liberalizzazioni? Quei poteri forti che Lei dice di non conoscere. Sinceramente, anche io sono tra quelle persone che pensano a Lei come all’uomo delle banche e non come al rappresentante della gente (cosa che Lei, secondo la Costituzione, dovrebbe essere). Anche io sono tra coloro che pensano che Lei svenderà la sovranità popolare alle lobby economiche, che impoverirà la gente per arricchire i grandi capitali, che accentrerà la ricchezza nelle mani di pochi.

Mi smentisca, Professore! Mi costringa a rimangiarmi ciò che ho fino ad ora affermato, mi costringa ad ammettere che avevo torto, mi costringa a prendere atto del fatto che Lei ha agito per salvare la vita e la dignità del popolo italiano contro l’interesse bieco di chi non esita a lasciare per strada duemila operai per semplice lucro!

Nel porgerLe i miei più cordiali saluti, mi metto a sua completa disposizione per ogni chiarimento e dibattito sui temi da me toccati.

In fede,

Enrico Proserpio

enricoproserpio@gmail.com

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