Il governicchio degli insulsi e degli arrogantelli, meglio conosciuto come governo Monti, sta lanciando l’agenda digitale con grande spiegamento di forze. Pare infatti che nonostante le aziende chiudano, gli imprenditori si suicidino e sempre più persone vivano sotto la soglia della povertà, la priorità assoluta sia ammodernare i siti internet del governo. Creperemo di fame, ma lo faremo da veri fiki dell’era moderna!
Probabilmente conscio del fatto di non avere molto appeal, Monti ha pensato bene di rifare la faccia al suo governicchio usando un testimonial popolare e notoriamente schierato con la gente a livello politico: Jovanotti. Peccato che il presidente del governicchio abbia fatto i conti senza l’oste. Il cantante infatti, nonostante a suo tempo avesse dichiarato che Monti era necessario a causa dei mali portati da Berlusconi, ha rifiutato la proposta affermando che lui non vuole metterci la faccia. Evidentemente l’azione politica degli insulsi arrogantelli deve avergli fatto cambiare idea. E come dargli torto? Quel governo che doveva, grazie alla “tecnica”, risollevare il paese e ridare lustro alle istituzioni grazie a una nuova politica di equità e serietà, sta rafforzando vecchi privilegi e sacrificando in nome di essi la dignità e la vita delle persone. Senza considerare le sparate non certo “sobrie” di elementi non meglio definibili quali Martone e la Fornero che oltre ad intascare il lauto stipendio pagato dal popolo italiano e fare gli interessi dei loro amichetti invece che quelli del paese, si permettono anche di insultare il popolo con le loro dichiarazioni da maleducati incivili, da raccomandati che si credono tanto belli e bravi, da stronzetti senza ritegno. E di fronte a questo Jovanotti ha pensato di non divenire complice pubblicizzando la politica del governo.
Purtroppo però c’è chi la faccia ce l’ha messa e continua a metterla deludendo sempre più. Si tratta dei nostri parlamentari, che nonostante il paese sia sempre più sofferente per la palese disonestà e incapacità del governo, continuano a sostenerlo, consci di essere ancor più incapaci. Se avessero un minimo di dignità se ne andrebbero e lascerebbero il posto ad altri, che tanto peggio di così non si può fare. Ma la dignità non sanno nemmeno cosa sia. Ma il simbolo, l’emblema dello schifo e del tradimento della democrazia è il nostro presidente, Giorgio Napolitano, che si è ormai ridotto ad essere un viscido politicante da quattro soldi pari ai vermicelli del parlamento e agli arrogantelli del governicchio. Che fine ingloriosa per un politico del suo spessore! Che spettacolo penoso sta dando a tutto il paese! È di questi giorni la sua dichiarazione che dice che evasori e speculatori sono indegni di essere italiani. Appena l’ho sentita mi ha preso una stretta allo stomaco, un conato di vomito che ho fatto fatica a trattenere. Mi sono chiesto con che faccia, con che mancanza di vergogna e di dignità Napolitano potesse dire questo e appoggiare il governo Monti, che non fa altro che appoggiare proprio finanzieri e speculatori e proteggere i grandi evasori facendo il duro e puro solo con i piccoli, con quelli cioè che spesso (non sempre) evadono per necessità, per non fallire. Mi sono chiesto come sia possibile che un presidente della repubblica, colui che dovrebbe simboleggiare i valori più alti del nostro paese e del nostro popolo si abbassi invece a far sfoggio di cotanta ipocrisia. Vi linko una lettera aperta a Napolitano, scritta da un cittadino scandalizzato come me dalle dichiarazioni del presidente. E del resto come può una persona onesta non scandalizzarsi davanti a tanta schifezza?
Ringrazio Jovanotti per l’esempio dato rifiutando di divenire complice di questo sfacelo e spero che Napolitano si ravveda, che gli torni la ragione e ponga fine al governo delle banche e della rapina. Temo però che non avverrà. Per fare ciò è necessario essere onesti e avere il coraggio di agire contro i cosiddetti “poteri forti” e dubito, a questo punto, che Napolitano sia dotato di queste due caratteristiche. Dante Alighieri del nostro bel paese diceva:
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma di bordello!
Potremo mai ritenere queste parole acqua passata, segno di tempi bui ormai finiti?
Vi lascio con una delle canzoni di Jovanotti che preferisco: l’ombelico del mondo.
