Condannare senza se e senza ma non serve a nulla.

Finalmente è finito l’incubo della strage di Tolosa. L’attentatore che ha ucciso tre bambini e un insegnante nella scuola ebraica della città è stato ucciso in un blitz della polizia dopo quasi due giorni di assedio. Una fine definitiva e molto comoda per tutti. Comoda per i terroristi che possono fare di questo ragazzo un martire e comoda per le autorità che possono fare bei discorsi senza assumersi la responsabilità di un giudizio processuale e senza correre il rischio che il ragazzo esterni le ragioni del suo gesto, ragioni che potrebbero essere scomode per i “democratici” governi occidentali.

Ma facciamo un passo indietro. Da dove nasce l’estremismo islamico? Nasce da un’operazione di propaganda e di indottrinamento fatta dagli inglesi nel periodo della prima guerra mondiale. Furono infatti gli inglesi a creare l’idea del “panarabismo” per destabilizzare l’impero ottomano. Per rendere forte questo sentimento mai esistito prima si ricorse ad una versione estremista dell’Islam, basata addirittura su un Corano riveduto e corretto in modo da giustificare violenze e oppressione. La caduta dell’impero ottomano dimostra come l’operazione riuscì. Il problema è che poi sfuggì loro di mano. Il panarabismo con il suo corredo di estremismo religioso fu molto apprezzato anche dai nazisti che collaborarono con gli estremisti. Pochi sanno infatti che c’erano reparti delle SS di fede islamica. Non stupisce che il ragazzino arrestato a Brescia qualche giorno fa e che progettava, pare, un attacco alla sinagoga di Milano avesse in casa bandiere con la svastica.

Dopo la seconda guerra mondiale non finirono le connivenze tra governi occidentali e estremisti islamici. Ricordiamo che i primi nuclei di Al Quaeda furono addestrati e armati dagli USA per contrastare gli interessi russi in Afganistan. Ma con la fine della guerra fredda finiscono anche gli interessi che l’America aveva nel coltivare rapporti con questa gente e così, semplicemente, smette di finanziarli. Ma Bin Laden non era uomo a cui si poteva dare il ben servito tanto facilmente e così inizia la guerra contro gli USA. Va comunque detto che il governo americano non ha tagliato i rapporti con tutti gli estremisti. Basti ricordare che Karzai, attuale capo di stato afgano, ha fatto pochi anni fa una legge che permette agli uomini sciiti di violentare le proprie mogli e di impedire loro di farle lavorare o di andare all’ospedale. In Iraq poi le cose vanno anche peggio. L’attuale governo è molto meno democratico e molto più integralista di quello di Saddam come dimostra l’uccisione di gay e ragazzini emo degli ultimi tempi.

Ma torniamo ai fatti di questi giorni. Nessuno giustifica l’attentato alla scuola ebraica. Non voglio certo dire che l’attentatore avesse ragione a fare ciò che ha fatto. Mi ha fatto molto male la notizia della morte di quelle persone. Ma mi fa altrettanto male sentire della morte di migliaia di persone ogni anno per mano dell’esercito israeliano, persone, tra cui parecchi bambini, spesso e volentieri del tutto innocenti. Ma le azioni di Israele le si giustifica sempre con la scusa della “difesa”. Sinceramente non capisco cosa c’entri uccidere e torturare ragazzini indifesi con la difesa, non capisco cosa c’entri rubare l’acqua a migliaia di persone per riempire le piscine israeliane con la difesa, non capisco cosa c’entri rubare i terreni ai palestinesi per darli agli israeliani con la difesa. Ma di questo non si parla perché il diritto a fare tutto ciò in nome della difesa di Israele per l’occidente è un dogma intoccabile. E poco importa se i fatti lo smentiscono. Cosa volete che contino i fatti, la dignità e la vita delle persone di fronte agli interessi di Israele? Del resto mica si può negare il diritto di Israele ad avere le piscine in giardino per dare l’acqua per vivere a qualche palestinese del cazzo no? E se i palestinesi protestano basta sparare. Tanto chi volete che si interessi dei bambini palestinesi gasati col fosforo bianco o dei ragazzini palestinesi arrestati senza motivo e torturati per giorni perché denunciassero i genitori con false accuse? Israele ha pur diritto di difendersi! E se le sue belle dighe sono piene ha pure il diritto di aprirle allagando interi villaggi senza avvertire la popolazione. Tanto sono palestinesi e quindi chi se ne frega se hanno la casa piena di fango!

Ora, non difendo certo il terrorismo o l’estremismo religioso. Credo però che sarebbe il caso di fare una riflessione seria sul perché esso esiste, sul perché un ragazzo di ventiquattro anni sia disposto a sacrificare la propria vita come ha fatto l’attentatore di Tolosa o come fanno i vari kamikaze. Perché è facile parlare di indottrinamento, ma non credo che tutti questi ragazzi siano idioti. Forse se l’indottrinamento funziona è perché ci sono fatti e situazioni che generano odio e rabbia. Mi chiedo se davvero abbiamo titolo per condannare senza esitazione i terroristi quando noi appoggiamo chi spara sulla loro gente per interessi economici e di potere. Siamo davvero tanto innocenti da ergerci a giudici? Io credo di no. Preferisco di gran lunga cercare di capire le ragioni di ciò che è accaduto per cercare di risolvere il problema alla radice, per proporre soluzioni che migliorino la vita a noi e a loro invece che fare il figo duro e puro che condanna appoggiando così chi genera sofferenza al mondo intero in nome del suo personale guadagno e potere. Perché inneggiare alla pena di morte è facile. Ma una reazione violenta non è una reazione umana. E io non sono una bestia. Il terrorismo fa comodo anche ai nostri governi. Senza il terrorismo non potrebbero chiederci di rinunciare ai diritti in nome della “sicurezza internazionale”. Forse è il caso di rendersene conto e smettere di appoggiare chi fa politiche violente e ingiuste, di qualunque colore sia. Perché un governo che opprime un popolo con leggi ingiuste e con l’esercito non è migliore dei terroristi che si fanno saltare in aria. È solo più forte. E stare sempre dalla parte del più forte è da vigliacchi.

Quando l’acqua è un’arma.

una veduta della striscia di Gaza.

Le cittadine di al-Mighraqa e Hajar ad-Dik nella striscia di Gaza hanno subito un’inondazione che ha costretto centinaia di persone  a lasciare le proprie case. Diverse sono state le persone che hanno dovuto essere tratte in salvo perché rimaste bloccate nelle case. Penserete alla solita catastrofe naturale. Invece no. L’inondazione è avvenuta perché Israele ha aperto una diga (quella di Wadi). Questa diga era stata costruita per appropriarsi delle acque che normalmente scorrevano nei terreni della striscia di Gaza durante l’inverno rendendola fertile. La costruzione della diga ha trasformato quei terreni in deserto e affamato quelle popolazioni che da quel suolo traevano il sostentamento. Ma chi se ne fotte, tanto sono palestinesi.

Ieri, 19 gennaio 2010, la diga era sovraccarica. In questi giorni le piogge a monte della diga hanno gonfiato i fiumi e riempito il bacino. E così Israele ha pensato di aprire la diga senza avvertire. La gente che abita a valle, nella striscia di Gaza, si è ritrovata in men che non si dica coi piedi a bagno e non ha potuto fare altro che andarsene dalla propria casa. Israele non si è degnata nemmeno di avvertire la popolazione che la diga stava per essere aperta. Ma chi se ne fotte, tanto sono palestinesi.

Mi chiedo come possa esserci della gente che ancora pensa che la politica israeliana sia solo “di difesa”. Pensano

un'immagine dell'allagamento.

davvero che sia lecito per loro prendersi tutto e pretendere che i palestinesi se ne stiano buoni e tranquilli a farsi fregare? Non dico certo che siano dei santi ma se Israele vuole davvero che gli attentati finiscano forse dovrebbe cominciare  a trattare i palestinesi in modo giusto. Dopo potrà anche pretendere che loro facciano lo stesso. Come vi sentireste se casa vostra fosse allagata perché qualcuno ha aperto una diga fregandosene di voi? Come vi sentireste se il vostro terreno fosse arido perché qualcuno si è impadronito dell’acqua che lo irrorava senza minimamente tenervi in considerazione? Come vi sentireste se i territori che avete sempre abitato vi fossero tolti perché devono essere destinati a coloni?

Si potrebbe continuare un bel po’ ma non mi sembra il caso. Come ho detto condanno decisamente e senza mezzi termini gli atti terroristici palestinesi ma allo stesso modo condanno quella politica israeliana che non è di difesa ma di attacco e di oppressione e che è la causa vera di quel clima di odio che si manifesta in modo etnico e religioso. Se Israele smetterà questa politica per abbracciarne una di

i tipici "mezzi di dialogo" del Medio Oriente.

uguaglianza di diritti allora forse il terrorismo non avrà più senso e sparirà. Pensate all’ETA in Spagna. Da quando i baschi hanno avuto i loro giusti diritti l’ETA non ha più l’appoggio popolare e non combina praticamente più nulla. Certo, ci vorrà tempo perché sparisca del tutto, ci vorrà del tempo perché chi ha trovato nel terrorismo la sua ragion d’essere termini di agire ma la china intrapresa da quel movimento porta inesorabilmente alla fine dell’ETA. Questo i governanti spagnoli e i baschi lo sanno e perciò anche se l’ETA fa un attentato il governo non scatena ripercussioni sulla popolazione basca perché sa che l’ETA non la rappresenta, non più. Israele invece si accanisce sulla popolazione palestinese a causa dei terroristi rendendo i terroristi stessi degli eroi. Si agisce in modo infantile ed emotivo e non si giunge da nessuna parte. Mi chiedo a chi giovi questa politica. Forse proprio a chi vede il suo potere giustificato dalla situazione di crisi. Credo che sarebbe il caso di usare la ragione e la logica invece che agire in nome di rabbia e odio. Se si fosse usata la ragione gli abitanti della striscia di Gaza non avrebbero nulla da ridire su Israele, avrebbero i loro terreni fertili perché irrigati e le dighe non verrebbero aperte senza preavviso. Invece si ragiona in base a mentalità violente che non risolvono i problemi ma li aumentano generando sofferenza. Non mi stupirei se ci fosse un attentato a seguito di questa inondazione. Se così accadesse Israele pagherebbe col sangue dei suoi cittadini la sua stessa violenza e avrebbe generato sofferenza da entrambe le parti. La mia condanna non va alla cittadinanza israeliana ne a quella palestinese. La mia condanna va a quelle autorità e a quei politici di entrambe le parti che preferiscono generare paura nella popolazione a provocare sofferenza per mantenere il proprio interesse e il proprio potere piuttosto che cercare di realizzare una pace che porterebbe benessere a tutti. Sulle loro spalle grava il peso dei morti israeliani e palestinesi di tutti questi anni.

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